Ritorna dove prima


Polaroid bianco e nero

Marco Berlanda e MAlaura

TRATTO DA LADIGETTO.IT (Massimo Parolini/Tommaso Decarli)

Come scrive il curatore «nelle installazioni di Laura Marcon l'impiego dell'oggetto di recupero non si limita alla semplice ed ormai consunta poetica dell'objet trouvé. «Il ritrovamento fortuito da solo non avrebbe, infatti, alcun significato se esso non portasse in sé e su di sé i segni inequivocabili di un passato estetizzante, che riporta immediatamente ad una dimensione altra, surreale, in cui le immagini dell'infanzia di ognuno di noi vengono custodite e protette dalle feroci incursioni di una contemporaneità tracotante. «L'artista cerca, dunque, oggetti dalla allure vissuta, scelti non tanto per la loro qualità materiale, quanto per la loro capacità di narrare storie.» In mostra alcuni scatti rielaborati e ritagliati che creano un’atmosfera da «Alice in the Wonderland». Le polaroid sono tutte in bianco e nero, fuorché una, che è a colori (nella foto un dettaglio): una rosa rossa che allo specchio si riflette in rosa nera, come il diavolo o lo scheletro che in molti quadri medievali o barocchi ricordava allo spettatore che la bellezza che si specchia non vede la propria perfezione ma il proprio dissolvimento. Memento mori, peccatum, danza macabra priva di corporeità.